Longino & Cardenal

Per molti cuochi di livello (o aspiranti tali), rappresenta il diritto-dovere imprescindibile per una cucina rigorosamente di mercato e di territorio. Per eseguirlo a dovere però serve tempo, passione, costanza e conoscenza delle materie prime. Parliamo della sveglia all’alba o giù di lì, quella necessaria per poter fare la spesa al mercato, appunto, di prodotti freschi: magari i migliori, quelli appena arrivati o non ancora messi in vendita sui banchi.

Ma non finisce certo qui. Al di là della spesa quotidiana infatti, uno chef che si rispetti, spesso e volentieri stellato, deve dedicare sempre più tempo fuori dalla cucina, alla caccia e alla scoperta di ingredienti o materie prime sempre più di qualità, sempre più esotiche, sempre più insolite. O semplicemente, più “artigianali”.  E non sempre c’è tempo, modo o voglia di farlo.

C’è qualcuno però che da oltre vent’anni ha pensato bene di dare una mano a questi chef sempre più impegnati e allo stesso tempo sempre più esigenti: qualcuno cioè che prima seleziona le materie prime fra le eccellenze, poi le consegna a domicilio. O meglio, al ristorante: basta una mail o una telefonata, e la garanzia di un prodotto fresco e di qualità è assicurata.  Signori, vi presentiamo Longino & Cardenal,  sottotitolo e mission “Cibi rari e preziosi”: un’azienda leader nel settore, specializzata nell’importare e/o distribuire il meglio del food nazionale e internazionale, a uso e consumo dell’alta ristorazione ma in vendita anche in selezionatissime boutique del gusto aperte al pubblico.

Scopriamo così il piccolo/grande segreto di parecchi grandi chef celebrati e non, il luogo cioè dove riescono a scovare leccornie decisamente speciali, originali e sfiziose. Basta sfogliare il ricco catalogo L&C per imbattersi infatti in suadenti sardine affumicate dentro latta e firmate dalla spagnola Fish Gourmet, marmorizzate bistecche di Wagyu (il manzo post-Kobe) in arrivo sottovuoto dal Giappone, blocchi di foie gras aromatizzati al Sauternes di un produttore cult come il francese George Bruck, profumatissime spezie del Madagascar (pepe, cannella, curry, vaniglia) targate Sambava. E ancora: acqua e succo di tartufo, ma anche tartufi freschissimi della Tartuflanghe,  strepitosi formaggi nazionali e francesi stagionati da un esperto come Luigi Guffanti, un prosciutto iberico già pulito e disossato della ditta spagnola Blazquez.

Non finisce qui: sono a disposizione anche pregiati champagne, rare ostriche come la Tsarskaya di Cancale in Bretagna, lumache francesi giganti, asparagi in latta, funghi porcini già tagliati a cubetti, pasta artigianale Cocco, alghe Nori o Wasabi dal lontano Oriente, crostacei freschissimi di Mazara del Vallo forniti dal neonato brand Don Gambero, riso selvaggio del Canada, sali da tutto il mondo, pani di cioccolato firmati Weiss. Addirittura assortimenti di erbe aromatiche, germogli e fiori (eduli) alpini, per la felicità di ogni chef vegetarian-vegano. 

Un bel servizio, non c’è che dire, sommamente apprezzato da decine e decine di ristoranti di rango in tutto il Paese. E pensare che tutto era cominciato con quattro ragazzi poco più che ventenni innamorati della buona tavola, che hanno iniziato per scommessa questa impresa importando caviale dall’Iran, rivendendolo quindi a ristoranti e gastronomie della Liguria.  Da allora, l’azienda che prende il nome da un fantomatico signore svizzero di nobili origini (il signor Longino, forse fan di una nota e quasi omonima marca di orologi di lusso) e da un altrettanto fantomatico pescatore cubano (il signor Cardenal), è cresciuta in modo esponenziale, arrivando perfino ad aprire due importanti filiali a Dubai e Hong Kong.

Così, anche gli chef dell’altra metà del mondo, potranno dire “Grazie!”.

 

 

di Paolo Scarpellini

 

www.longino.it

 

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